Tratto dalla rivista area 51 L’AUTOPSIA ALIENA

 

L’AUTOPSIA ALIENA
COME ALAMO

Di Philip Mantle

(traduzione di Laura Ayo)

Quello della ricerca sugli UFO è, nella migliore delle ipotesi, un argomento controverso. Solitamente sono degli appassionati dilettanti ad indagare e compiere ricerche in questo campo, quasi totalmente ignorato dalla scienza convenzionale. In tutto il mondo grandi e piccoli gruppi di ufologi mantengono vivo l’argomento con ricerche e indagini, oltre che con dibattiti, conferenze, libri e riviste. Due fronti si contrappongono. Gli scettici, che sostengono che tutti i rapporti sugli UFO possono essere spiegati, in un modo o nell’altro. Gli ufologi, che affermano che perlomeno una piccola percentuale di rapporti su avvistamenti UFO rimane irrisolta anche dopo un esame attento ed imparziale. È questa piccola percentuale rimanente che attrae gran parte dell’attenzione e delle discussioni riguardo la natura e l’origine dei rapporti “inspiegabili”, generando disparate teorie, che vanno dal sublime al ridicolo, sino al serio e al sensato. Secondo una di queste linee di pensiero, alcuni casi potrebbero essere attribuiti a segretissime tecnologie militari, forse i caccia stealth del futuro. Per altri, si potrebbero associare alle strane luci chiamate “Earthlights”, prodotte dalla crosta terrestre quando è sotto pressione. Tuttavia, l’ipotesi più popolare e più nota è la “ETH” (ipotesi extra-terrestre), secondo la quale gli UFO sono astronavi aliene provenienti dall’esterno del nostro sistema solare.

Un po’ di storia…

In tutto questo complesso scenario un caso si distingue nettamente. È stato descritto da uno scettico dell’ipotesi ETH come “l’Alamo di tutti i casi UFO”. Parliamo di un presunto UFO crash nell’area avvenuto nei dintorni di Roswell, New Mexico, USA, nel luglio 1947. Sostanzialmente, i rottami di un UFO ed i suoi occupanti furono recuperati dall’esercito statunitense e fu creato un cover-up, tuttora attivo. Esistono altri resoconti di UFO crash in altre zone del mondo, ma Roswell è di gran lunga il più noto. Numerosi testimoni civili e militari hanno rilasciato le loro dichiarazioni e per molti anni si è combattuta una battaglia fra quelli convinti che l’incidente riguardi un’astronave aliena precipitata sulla Terra e quanti sono ugualmente convinti di una spiegazione molto più banale (sino a quella dei “manichini” dell’USAF). Entrambe le fazioni, comunque, non sono ancora in possesso di alcuna prova fisica per sostenere le proprie teorie. Non vi sono, ad esempio, frammenti di un’astronave aliena fracassata da mettere sotto il microscopio. La maggior parte delle prove si basa sulla testimonianza di testimoni oculari e su alcuni documenti correlati al caso. Lo stesso vale per la fazione scettica.

Nuova legna al caso Roswell venne aggiunta sul fuoco nel 1995, sotto forma di ciò che è divenuto noto come il “filmato dell’autopsia aliena”. Le fiamme divamparono davvero quando, nell’estate del 1995, il produttore discografico Ray Santilli rese di dominio pubblico il materiale, dichiarando che si trattava dell’autentico filmato della dissezione, effettuata da parte di esaminatori medici, degli alieni trovati a Roswell nel 1947. Ne scaturì la maggiore controversia nell’intera storia della ricerca sugli UFO.

Il Santilli Footage è stato mostrato in oltre ventidue paesi di tutto il mondo: sul FOX Network, negli Stati Uniti, durante uno show intitolato “Autopsia aliena: fatto o finzione?”, condotto da Jonathan Frakes, interprete del personaggio di Riker in “Star Trek, la Nuova Generazione”; in Gran Bretagna è stato mostrato su Channel 4. Seguirono innumerevoli articoli su giornali e riviste ed Internet era in fermento con le discussioni sul filmato. Visto da milioni di persone in tutto il mondo, il Santilli Footage è, probabilmente, il più controverso filmato di tutta la storia del cinema, insieme con il filmato di Zapruder sull’assassinio del Presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy. E si è fatto strada anche nella cultura popolare: lo ha menzionato la serie televisiva americana “Seinfeld” e, ovviamente, è apparso nel grande successo internazionale “X Files”. In Gran Bretagna è stato ricreato nello spettacolo “Shooting Stars” ed ha fomentato un’industria di modellini, spille, giochi e pupazzi di ogni genere.

Tre ipotesi

L’opinione del pubblico riguardo al film è stata largamente influenzata dai ricercatori UFO, che hanno scritto libri, sono apparsi in programmi televisivi per discuterne, o hanno espresso le loro opinioni in articoli su giornali e riviste. È corretto affermare che la maggioranza della comunità ufologica è scettica riguardo il filmato e non c’è modo di sapere quale sia l’atteggiamento del pubblico a riguardo. Il Santilli Footage è la risposta ai sogni dei sostenitori dell’ipotesi ETH? La prova inoppugnabile che la Terra sia stata effettivamente visitata dagli alieni? O si tratta forse di qualche genere di propaganda dei servizi segreti per distrarre l’attenzione dai “veri” eventi ufologici? Oppure, non è nulla più di un elaborato falso concepito per fare soldi, come sostengono gli scettici?

Al momento, non vi sono prove a sostegno di nessuna delle teorie formulate. Abbiamo solo indizi, che si incrociano con le teorie. Sulla base di tali indizi, crediamo sia necessario un approccio il più possibile equilibrato. Confermeranno quanto sostiene Ray Santilli, cioè che si tratta dell’autentico filmato di un’autopsia aliena filmata nel 1947? O si tratta di un film creato dai Servizi Segreti statunitensi per ingannare i Sovietici e far credere loro che le forze armate americane erano entrate in possesso di tecnologia aliena? Oppure è semplicemente un falso creato unicamente, e cinicamente, per procurare denaro ai suoi proprietari? Fra queste tre ipotesi, che ormai da più un quinquennio – avendo analizzato ed escluso molte altre ipotesi e teorie – sono quelle sulle quali si è oggettivamente concentrata l’attenzione degli ufologi, degli scettici e del pubblico in generale, si comincia ad affacciare un po’ di luce. Siamo in possesso di nuovi dati, che speriamo presto di poter dimostrare attendibili. Ma per il non ci consentono di propendere decisamente per una delle tre ipotesi.

La nostra “Inchiesta sull’autopsia aliena” va avanti.

Alien Autopsy e ufologi italiani

IL PAESE
DEI CAMPANELLI

Di Maurizio Baiata

A volte ci si ritrova ad avere a che fare con un mistero che accompagnerà la tua vita per molti anni. La vicenda del Santilli Footage, in Italia ha avuto una risvolti poco noti e, al di là del fatto che il confronto più o meno a distanza fra le due evidenti fazioni opposte, quella ufologica e quella scientista, abbia avuto un risultato sostanzialmente di parità, questa storia ha sostanzialmente arrecato danni irreparabili al fronte dei ricercatori UFO italiani nel suo complesso. Li ha messi in cattiva luce. In alcuni casi qualcuno ci si è giocato una buona fetta della sua reputazione. Le organizzazioni ne hanno ottenuto benefici – di visibilità soprattutto – e controindicazioni, con decise prese di posizione, provocazioni e reazioni che portarono a diktat, virulente purghe, dimissioni, abbandoni. Molti si sono schierati. Ed è stato giusto. Il Santilli Footage evoca immediatamente emozioni, segna nel profondo, ti porta ad interrogarti e a discuterne con altri.

Se ne discusse talmente che, per un certo periodo, vedemmo convergere sull’Italia l’attenzione degli ambienti ufologici internazionali o meno, su suoi sviluppi importanti. Con la questione della “Autopsia Aliena”, il nostro Paese ha vissuto e a tratti ha largamente anticipato gli avvenimenti, per una volta, senza restare indietro o partecipando da semplice spettatore, come abitualmente capita. In Italia si sono registrati, intorno al Santilli Footage – ovvero, AA (Alien Autopsy) – risultati mediatici straordinari, e nel gioco delle polemiche furenti, gli insulti e le maldicenze reciproche, quanti di noi si sono resi conto del progressivo crollo dello schieramento ufologico, la cui eccessiva compattezza – evidentissima nel 1995 – si frantumava in nome di divisioni e di “giochi di potere”, lasciando un gran numero di persone nel dubbio e nell’indecisione di come fossero andate realmente le cose, con il Santilli Footage, con l’incidente di Roswell e, quel che è peggio, con l’intera questione UFO.

Misteri dietro le quinte

Molti di noi, in ragione del discutibile trattamento che all’AA è stato riservato dal mondo scientifico, dai media e da una miriade di esperti di turno, saranno rimasti con numerosi interrogativi irrisolti, per alcuni dei quali è possibile rispondere. Molti ricordano ancora con rabbia le tre puntate dello speciale televisivo “Misteri” (Mixer, Rai2, 1995), incentrato sulla visione e conseguente discussione dei filmati. Lo spettacolo non mancò. Ma cosa accadde dietro le quinte? Vennero giocate in un sol colpo tutte le carte dell’informazione e della disinformazione. La conduttrice, Lorenza Foschini, concluse poi, molto enfaticamente, che il problema era stato risolto e che gli UFO, Misteri, se li era lasciati alle spalle. Il classico colpo di spugna. In quel momento, chiunque si sarà chiesto perché e su quali basi la giornalista Rai si fosse espressa così categoricamente. Altri si saranno chiesti se Misteri con la storia dell’autopsia e dell’incidente di Roswell avesse operato una svolta, dalla formula aperta di un programma che comunque, pur nella bagarre, consentisse di descrivere i pro ed i contro di un determinato fenomeno con obiettività, a quella di un programma gestito dal Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Attività Paranormali) operando il “debunking” sistematico delle tematiche trattate, ufologiche o altre.

Ufologi e tonache

Analizzare i “dietro le quinte”, i retroscena del Santilli Footage in Italia, è determinante per capire, o almeno intuire, la regia e la strategia di divulgazione di questo materiale. Si sa che in ogni nazione ove le immagini siano state mostrate pubblicamente, esse hanno fatto storia, hanno segnato una svolta importante nel modo di considerare gli “alieni”. Nel bene e nel male, li hanno fatti entrare nelle nostre case dalla porta principale, attraverso la televisione, che tutto espone e dispone, dirige, fagocita, inquina. Nel 1995 la nostra coscienza ebbe uno scossone. Forse qualcosa, nell’ordinarietà delle nostre impalcature mentali, si incrinò. E credo sia necessario ricollocare tutti quegli aspetti della storia proprio nel contesto ove ciascuno di noi abbia avuto modo di operare e partecipare direttamente. Per quanto mi riguarda, da tempo sono impegnato nella stesura di un libro che ripercorra la storia, e ne sta venendo fuori un giallo, nel senso narrativo del termine, sempre più intricato. Un giallo nel quale spero di riuscire a trovare il bandolo della matassa. Per questo, devo innanzitutto ringraziare gli amici Philip Mantle e Michael Hesemann, non dimenticando che tutto quello che di valido si è fatto anche qui in Italia è merito di tanti singoli ricercatori, non di una sola o di più associazioni. Queste ultime si sono dimostrate totalmente inadeguate, nell’incapacità di fornire quello che l’opinione pubblica avrebbe comunque meritato di sapere in un momento in cui gli UFO e gli Alieni erano sulla bocca di tutti!: il loro definitivo “punto di vista” sulla questione Autopsia Aliena, un loro sì o no, netti. Purtroppo tutto era stato già deciso, pianificato. Neanche stavolta gli ufologi avrebbero trovato la capacità di unirsi (i tentativi si sono arenati subito), neppure con il Santilli Footage hanno avuto il coraggio di discutere e di porsi in discussione, per arrivare ad esprimere un parere ragionevole, unanime o meno. Questo è mancato. Non sono mancati i giochetti con i Servizi, con l’Aeronautica, con gli scienziati architravati a Montecitorio, con le tonache nere fruscianti fra i corridoi, ai piani alti degli uffici dove si decide quello che in TV si può o non si può dire. Esattamente come oggi.


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