Tratto dalla rivista area 51 Entità Biologiche Extraterrestri:


LA FOTO DI JAROD


Il caso del microbiologo americano Dan Burisch rappresenta, da qualche tempo, un complicato rompicapo per i ricercatori di tutto il mondo, perplessi rispetto all’attendibilità delle sue informazioni.  La polemica è stata alimentata anche dalle foto che presentiamo in queste pagine. In particolare, la foto di “Jarod” che campeggia nella Home Page della rivista statunitense “UFO Magazine”, diretta da due vecchie volpi del giornalismo ufologico americano, Vicky Cooper e Don Ecker ed edita da Bill Birnes, già co-autore del libro del colonnello Philip Corso “Il Giorno Dopo Roswell”.  In effetti, non si capisce la mossa della direzione della rivista di pubblicare la foto di “Jarod” ricollegandone la fonte a contatti avuti da Dan Burisch.  Da tempo infatti è emersa la verità: si tratta di un sapiente lavoro di make-up ed effetti speciali per la realizzazione del manichino di una creatura aliena per una fiction (clicca qui).  Un trucco, insomma. Un ottimo lavoro.  Ed un’ombra sapientemente gettata sulla credibilità di Burisch.

Maurizio Baiata

 

 Entità Biologiche Extraterrestri: 

La storia di JAROD

Di Giacomo Casale

 
Nell’ambiente ufologico circolano da almeno un ventennio storie su alieni che sarebbero “ospiti” del governo degli Stati Uniti. Si tratta per lo più di storie di seconda mano difficilmente verificabili, ma purtroppo in tali casi i ricercatori non hanno prove più concrete su cui lavorare.

Lo studioso è quindi costretto a comporre degli intricati puzzle facendo ricorso a testimonianze incrociate, nelle quali particolare importanza riveste la credibilità del teste coinvolto.
Tra le storie di cui si accennava all’inizio vi è quella relativa ad un’entità biologica extraterrestre conosciuta come Jarod.
 Le informazioni che illustreremo di seguito, sono state diffuse da due personaggi diversi (difficile dire se l’uno abbia influenzato l’altro): Bill Uhouse (pseudonimo), un ingegnere meccanico di Las Vegas, e il dott. Dan Burish, ambedue coinvolti in progetti segreti nell’Area 51, poligono di Nellis, deserto del Nevada.

Bill Uhouse raccontò la sua storia negli anni Ottanta, nello stesso periodo in cui vennero diffuse le voci su presunti accordi segreti tra alieni grigi e governo statunitense. Egli sarebbe stato coinvolto in un progetto di retroingegneria su manufatti di origine extraterrestre. A capo del progetto vi era un’entità biologica extraterrestre denominata Jarod (contrazione di Jai-Rod o J-Rod).
Secondo Uhouse, quattro alieni sopravvissero all’incidente di Kingman, Arizona, nel 1953, dei quali due erano gravemente feriti ed altri due in buone condizioni. Alle entità incolumi fu permesso di rientrare nella propria navicella, mentre le altre furono trasportate in un’ installazione medica non specificata (probabilmente il cosiddetto “Laboratorio Blu” della base di Wright Patterson, in Ohio). La squadra di militari che ispezionò il disco precipitato fu colpita da una misteriosa malattia. Il disco venne poi caricato a bordo di un rimorchio e trasportato al Nevada test site.
 L’ingegner Uhouse afferma che gli eventi di Kingman hanno dato luogo al progetto diretto alla progettazione ed alla costruzione di un simulatore di volo che avrebbero utilizzato i piloti militari per imparare a pilotare le navicelle aliene (progetto Redlight, N.d.A).


Bill Uhouse

Bill lavorò al progetto sia presso Los Alamos sia presso l’Area 51, ove afferma di aver incontrato una delle entità extraterrestri che, apparentemente, supervisionava il progetto: Jarod. Questo essere era un tipico alieno grigio macrocefalo, privo di capelli e peli, con grandi occhi schermati da lenti nere (simili a quelle dell’essere sottoposto ad autopsia nel  Santilli footage), su un viso inespressivo. Le mani avevano quattro lunghe dita terminanti ad artigli. House ricorda, con un certo divertimento, che l’alieno indossava abiti umani visibilmente troppo ampi per la sua taglia. 

Stando al famoso briefing Eisenhower, appartenente al carteggio MJ12, tali creature erano denominate EBE. Un altro termine usato dal compianto fisico Paul Bennewitz e da altri studiosi è EBEns. Le EBEns sarebbero una classe di EBE con certe caratteristiche, che si dice collaborino con gli scienziati militari in diversi progetti. 

Secondo alcune controverse voci, il primo alieno vivo (EBE 1) fu recuperato da uno degli UFO precipitati nel 1947 nel New Mexico e tenuto prigioniero nell’installazione sotterranea di Los Alamos fino al giugno del 1952, quando morì per cause ignote. Il secondo alieno (EBE 2) arrivò nel 1964, per il primo contatto ufficiale con esponenti militari degli USA, presso l’Area 17 di White Sands (secondo altre testimonianze, base Holloman).

EBE 3 faceva parte di un programma di scambi alieni/scienziati umani e la sua entrata in scena risale al 1978, insieme a due “aiutanti”, uno dei quali fu assegnato a Groom Lake (Area 51) e l’altro al laboratorio nazionale di Los Alamos. Questi ultimi tre alieni, a quanto pare, abbandonarono la Terra nel 1994.

Altre notizie su Jarod e sulle EBE sono state divulgate  dal dottor Dan Burisch, il quale cominciò a fornire informazioni al ricercatore californiano Bill Hamilton nella seconda metà del 2002, in particolare, in merito agli studi  biomedici da lui condotti su un presunto extraterrestre nell’Area 51 a partire dal 1986.

Burisch venne reclutato dall’Intelligence americana all’inizio degli anni Ottanta, quando era ancora uno studente e oggi possiede una specializzazione in microbiologia. (Le sue credenziali sono state verificate, N.d.R.) 


Dan Burisch

Le dichiarazioni di Burisch sembrano coincidere con quelle di Bill Uhouse. Egli sostiene di aver lavorato nella base militare delle Papoose Mountains denominata S4 (la stessa installazione citata dal fisico Bob Lazar) all’interno dell’Area 51.
Burisch veniva condotto in un laboratorio sotterraneo e fatto entrare in una stanza di forma circolare riempita di idrogeno freddo, definita “sfera pulita”. Il suo compito consisteva nell’interagire con l’essere alieno J-Rod. Il nome era stato dato dallo stesso essere il quale disse a Burisch che tali lettere corrispondevano al numero 15 scritto in geroglifici egiziani.

Ecco come Burisch, in una recente intervista, descrive il suo incontro o con Jarod: “La mia prima impressione fu che stessi guardando un insetto gigantesco, tanto per dare l’idea, sembrava un enorme insetto color marrone scuro ingobbito lì in un angolo, appariva molto insettoide… sembrava quasi che avesse un esoscheletro…ero spaventato perché avevo sempre creduto che i mostri non esistessero”.

J-Rod aveva un serio problema medico, soffriva di una degenerazione dei tessuti nervosi che causava indebolimento dello scheletro e del sistema muscolare con generale perdita di peso corporeo. Il MJ12 chiese a Burisch di prelevare del tessuto dal braccio dell’essere per effettuare degli esami miscroscopici. “La maggior parte delle informazioni contenute nel briefing che mi sottoposero – continua Burisch – riguardava le applicazioni militari e la fisica dell’astronave aliena e per me, francamente, non aveva alcun interesse. Io ero più interessato alle questioni biologiche e la tecnologia dell’astronave mi interessava solo per la sua possibilità di interfaccia biofisico con la mano e la mente degli alieni. Quegli esseri hanno sulle mani delle specie di cuscinetti dove sono presenti nervi scoperti protetti da varie glicoproteine che vengono selettivamente spinte all’esterno o all’interno con l’azione dei capillari. E’ come ci fosse una guaina viscosa che permette a Jarod di avere un interfaccia diretto con la nave. Ciò mi ha estremamente interessato, anche se ancora adesso non ne comprendo il funzionamento, forse ha a che a fare con implicazioni dell’elettronica che non pretendo di capire. Io ero più interessato alle questioni riguardanti la isto-patologia e alle foto di autopsie che dimostravano la presenza di patologie che colpivano gli esseri. Mi interessava anche la possibilità di isolare nuovo materiale virale (a fini di guerra batteriologica? – N.d.A) per avviare nuovi protocolli e, in effetti questo è quello che già allora stavamo facendo e che continuiamo a fare anche adesso”.

La comunicazione con l’alieno avveniva telepaticamente, e in tali momenti il dottor Burisch sembrava avere una specie di OBE (esperienza fuori dal corpo). Inoltre, in una sorta di empatia, sperimentava su stesso quello che provava l’essere :“Se lui stava male io potevo sentire il suo dolore”. Stando a quanto afferma Burisch, Jarod soffrirebbe di una grave patologia dei tessuti nervosi, tale problema interesserebbe tutta la sua razza. I grigi pertanto sono qui per raccogliere materiale genetico terrestre allo scopo di mantenersi in vita. Burisch ritiene che il viaggio nel tempo abbia permesso loro di sopravvivere e conferma l’esistenza di un accordo stretto tra gli extraterrestri ed il governo degli Stati Uniti che, in cambio di tecnologie avanzate utilizzate fin dagli anni ’40, ha permesso agli alieni di rifornirsi di materiale genetico di piante, animali e uomini.

Il suddetto scenario sembra essere confermato anche dalle affermazioni del sergente dell’Aeronautica USA Jim Penniston il quale, di stanza alla base RAF di Bentwaters, Inghilterra, venne coinvolto negli strani eventi colà avvenuti nel dicembre 1980.

Nel corso di una seduta di ipnosi regressiva, egli rivelò che in tale frangente aveva incontrato esseri provenienti dal futuro che gli avevano comunicato telepaticamente di essere qui allo scopo di prelevare materiale genetico per rimediare ad un serio problema medico che li affligge. 

Pur volendo considerare attendibili tali informazioni, appare evidente che il prelievo di materiale genetico è solo uno degli scopi perseguiti dagli alieni. Non si spiegherebbe altrimenti perché essi visitino la Terra ormai da millenni, come sembrano attestare i miti delle antiche civiltà.

Una cosa appare certa, volendo usare le parole di Penniston : “Le loro visite aumenteranno, aumenteranno… noi non ce ne siamo accorti prima ma la cosa diventa sempre più ingombrante.”


5 Risposte to “Tratto dalla rivista area 51 Entità Biologiche Extraterrestri:”

  1. qui le testimonianze sono chiare ma dovete aggiungere delle storie

  2. se sono così avanzati tecnologicamente perchè non correggono da soli i problemi genetici?
    Ma è sicuro che un codice genetico sperimentato da alieni debba tornare loro utile?

  3. dalle parole espresse queste entità hanno bisogno di materiale genetico. Ma, mi chiedo,con la loro avanzatissima tecnologia non è possibile produrselo da se? mi..mi..mistero!

  4. Lasciare la popolazione mondiale nell’incertezza e nell’ignoranza è un peccato che molti uomini al potere che sanno,risponderanno a DIO alla fine dei loro giorni.Conoscere la VERITA’ è un diritto dell’umanità intera e forse il fatto di volerla conoscere dipende da noi.e poi chi non crede agli alieni non crede alla grandezza di DIO.

  5. obviously like your web site however you have to check the spelling on
    quite a few of your posts. A number of them are rife with spelling issues and I find it very bothersome to
    tell the truth on the other hand I will certainly come again again.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: