Tratto dalla rivista area 51 La strana storia del Rapporto sugli UFO pagato da Rockefeller

La strana storia del Rapporto sugli UFO pagato da Rockefeller

 1000 copie per sola visione dei “Potenti” della Terra.
Un classico esempio di come il potere assoluto corrompa in modo assoluto 

 Di Maurizio Baiata 

 

Domenica 11 Luglio 2004, la Associated Press annunciava la morte di Laurance Rockefeller, uno degli uomini più potenti del mondo e, probabilmente, una delle figure più importanti di quella ristretta cerchia di persone alle quali è stato dato di sapere di più sugli UFO e la questione aliena.
Altri direbbero, ma sì, era il  Rockefeller mega miliardario e filantropo, per decenni gran visir di cinque amministrazioni presidenziali statunitensi, consigliere per gli affari esteri alla Casa Bianca, fondatore e padrone di imprese che vanno in campo aerospaziale dalla Eastern Airlines alla McDonnel Aircraft Corp., e nell’informatica dalla Intel Corp. alla Apple Computer Inc., strenuo difensore dei principi della sicurezza nazionale americana, e molto altro, un curriculum vitae impressionante. Nato il 26 Maggio 1910, a New York, Laurance Spelman Rockefeller si laureò alla Princeton University nel 1932 e studiò legge ad Harvard per due anni, arruolatosi in Marina, durante la Seconda Guerra Mondiale servì gli USA con il grado di tenente comandante. Laurance Rockefeller aveva impressionanti capacità come economista, un genio assoluto negli affari. Sarà anche ricordato per le sue innumerevoli iniziative a favore dell’ambiente e per i fondi da lui elargiti alle organizzazioni impegnate nella conservazione delle bellezze naturali. Rockefeller, o almeno il suo entourage, però si occupava anche attivamente della questione UFO. Sul finire degli anni Novanta, grazie ad una ricerca condotta da Michael Lindemann della ISCN – agenzia giornalistica, oggi chiusa, specializzata nella questione UFO – portava infatti alla luce il supporto finanziario fornito da Laurance Rockefeller ad alcuni importanti ricercatori americani, fra i quali il dottor John Mack, psichiatra di Harvard, e il dottor Steven Greer, maggiore promotore del Disclosure Program. Se, quindi, da un lato possiamo spiegarci come abbia fatto Steven Greer a girare il mondo in lungo e largo, riportando a Washington (e al mondo intero) i risultati di una sensazionale ricerca di testimonianze provenienti da personale militare e dell’intelligence internazionale, stupisce vedere il lavoro di Mack sostenuto da Rockefeller. Interessante. Anche un po’ contraddittorio.

 

In parallelo con il COMETA 

Dei suoi contatti a livello di Casa Bianca, in particolare Rockefeller avrebbe avuto incontri con il Presidente Clinton e il suo consigliere scientifico John Gibbons, al fine di conoscere la realtà sugli UFO. Rientra allora in questo suo forte “interesse politico”, la ragione che mosse Rockefeller a finanziare la realizzazione di un documento scientifico teso a presentare “la migliore evidenza possibile” sugli UFO ad un pubblico altamente selezionato: i capi di Stato. In pratica, sollevare il velo di segretezza, ma riservarne le conclusioni ad una cerchia di circa un migliaio di leader mondiali.

Il documento, i cui contenuti ricordano visibilmente quelli del famoso Rapporto COMETA di fonte francese, nel quale un “collegio” di superesperti transalpini veniva chiamato a rispondere ad un quesito fondamentale: gli UFO rappresentano una possibile minaccia alla difesa nazionale della Francia? Eravamo a fine millennio e la comunità ufologica internazionale – per quella americana i soli Stanton Friedman e Lindemann ne presero atto – non diede affatto credito, né risonanza all’autorevole rapporto francese che, in realtà metteva il dito nella piaga, dicendo in sostanza che non solo il fenomeno UFO esisteva, era reale, avrebbe dovuto tenere occupato il pensatoio degli apparati militari francesi, ma risultò essere una voce fuori dal coro, quasi una mossa indipendente dalla strategia del silenzio imperante da decenni per le nazioni affiliate alla NATO. E, pertanto, una mossa irrilevante. 

Viene dunque da pensare al rapporto finanziato da Rockefeller ed inviato ai “potenti”. L’idea del filantropo allora ultraottentenne era la seguente: informiamo le figure chiave del mondo, probabilmente quasi del tutto ignare dell’evidenza UFO, e noi potremmo poi invitare questi personaggi ad esercitare tutta la loro influenza per tentare di superare, grazie alla loro caratura, la barriera di segretezza che contraddistingue l’argomento da decenni. Del rapporto sono state stampate solo 1000 copie, nessuna delle quali ha mai raggiunto il grande pubblico. Non si sono avuti riscontri di ricezione da parte di alcuno dei destinatari, dei quali peraltro non esiste un elenco. Del documento, ISCNI riuscì a ricevere copia, ottenendo anche il permesso di divulgarne i contenuti ai propri lettori sotto forma di sintesi.

 

Le migliori prove disponibili

Intitolato “Documento di Informazione sugli Oggetti Volanti non Identificati” e sottotitolato “Le migliori prove disponibili”, il rapporto, riccamente rilegato e con illustrazioni in bianco e nero all’interno, è stato compilato principalmente da una delle personalità ufologiche più rispettate, quel Don Berliner ricercatore e scrittore, alto esponente del FUFOR (Fund for UFO Research) con la collaborazione di Antonio Huneeus e Marie Galbraith e attestati di apprezzamento da parte del MUFON (Mutual UFO Network Center) e del CUFOS (Center For UFO Studies, fondato da Hynek). Come dire, la crema dell’ufologia americana, cioè se vogliamo, i capi delle organizzazioni ufologiche americane più ascoltati.

Diviso in tre parti, il rapporto si apre con un’introduzione generale sulla realtà degli UFO e sul problema della segretezza governativa. La seconda parte, più corposa, presenta “le migliori prove” attualmente disponibili, sulla scorta dell’analisi di 90 casi emblematici. La terza si sofferma sulle citazioni celebri, ovvero le opinioni espresse da varie personalità mondiali sulla realtà o la possibilità di contatto con UFO e Alieni.

L’assenza di uno spazio specifico dedicato al fenomeno abduction, ai rapimenti alieni, riflette quanto accade anche nel rapporto COMETA. Ci si limita, nel lavoro commissionato da Rockefeller, ad un solo caso di “Incontro del Terzo Tipo” (CE3), laddove viene riportata l’osservazione diretta di presunte entità aliene, mentre il fulcro è rappresentato da episodi del “Secondo Tipo” (CE2), quando all’avvistamento UFO fa riscontro la presenza di tracce fisiche.

 

Gli avvistamenti storici

Si parla dunque dei seguenti elementi portanti, nella “causa per gli UFO”:

        I “Foo fighters” avvistati dai piloti della Seconda Guerra Mondiale tra il 1944 ed il 1945, specificatamente il 10 Agosto sull’Oceano Indiano, e il 22 Dicembre 1944, su Hagenau, Germania.

        Il famoso avvistamento di Kenneth Arnold di nove oggetti volanti sulle Cascade Mountains, nello Stato di Washington, il 24 Giugno 1947.

        L’incursione di velivoli non identificati sulle basi del Comando Aereo Strategico fra la fine di Ottobre e il Novembre 1975, includendo Loring AFB nel Maine, Wurtsmith AFB nel Michigan, Malmstrom AFB nel Montana, Minot AFB in Nord Dakota e Falconbridge in Ontario, Canada.

        Un combattimento ravvicinato tra un UFO e due jet F-4 nel cielo di Teheran, Iran, nel 1976.

        Lo straordinario caso avvenuto nella Foresta di Rendlesham, tra le basi RAF di Bentwaters e quella di Woodbridge, in Gran Bretagna, alla fine del Dicembre 1980.

        L’avvistamento radar e visuale di un oggetto “due volte più grande di un velivolo da trasporto” da parte dell’equipaggio di un volo cargo 747 delle linee aeree giapponesi, sull’Alaska il 17 Novembre 1986.

Le famose foto del caso Almirante Saldanha meritano una menzione a parte. La sequenza scattata dal ponte dell’omonima unità brasiliana, il 21 Febbraio 1958, resta significativa, se non per l’autenticità del materiale riconosciuta da parte della stessa Marina Brasiliana e per il diretto interessamento alla questione da parte del Presidente del Brasile Ioscelino Kubitschek, soprattutto perché a tutt’oggi se ne discute, nonostante l’assenza accertata di falsificazione e le dichiarazioni di numerosi testimoni oculari, incluso personale militare credibile. L’Esercito Americano etichettò questo caso come falso.

Il caso di Kapustin Yar, regione di Astrakan (ex URSS). 28 Luglio 1989, un UFO viene osservato per due ore su una base missilistica nucleare dell’esercito russo. Il file del KGB sul caso in questione dettagliava il resoconto di diversi testimoni militari. Grande rilievo nel documento viene quindi dato al flap di avvistamenti ed incontri aerei sul Belgio nel 1989 e 1990, con testimonianze plurime, sino ai vani tentativi di intercettazione da parte degli F-16 delle Forze Aeree del Belgio. Il portavoce militare Belga, colonnello Wilfred De Brouwer (oggi generale) dichiarò in televisione che il comportamento osservato degli oggetti era “al di fuori dello sviluppo delle attuali prestazioni” di ogni velivolo conosciuto e non poteva essere spiegato.

Potremmo continuare, ma segnaliamo solo che il rapporto commissionato da Rockefeller analizza approfonditamente in particolare altri due casi. Il primo, avvenne il 20 Marzo 1967, nei pressi di Falcon Lake, Manitoba, in Canada e vide protagonista Steven Michalak di un insolito incontro del “secondo tipo”. Michalak riferì di aver visto due brillanti oggetti rossi librarsi nell’aria, uno dei quali di forma ovale e discoidale, con un diametro di circa 35 piedi ed un’altezza di 20 piedi, atterrò molto vicino al testimone. Le conseguenze per Michalak furono molto serie. Nelle settimane seguenti l’uomo manifestò numerosi sintomi da esposizione a radiazioni. Fu esaminato da 27 diversi dottori, nessuno dei quali fu in grado effettuare una diagnosi completa del suo caso. Di particolare interesse fu un segno geometrico di bruciatura sul petto di Michalak che, disse, corrispondeva alla “griglia di scarico” dell’UFO.

Infine, la “migliore prova disponibile”: il caso Zamora.

L’agente di polizia Lonnie Zamora si trovava in una zona desertica nei dintorni di Socorro, New Mexico, il 24 Aprile 1964, quando vide un velivolo di forma ovoidale atterrato e poggiato al suolo su quattro gambe sottili, insieme a due piccoli esseri vestiti di una tuta aderente bianca. Senza dubbio, uno dei CE3 più accreditati, e meglio circostanziati, persino a quanto risulta da una comunicazione interna della CIA, recentemente declassificata, che lo definiva come il “migliore” nel suo genere, stando a quanto il Progetto Blue Book dell’USAF avesse potuto analizzare.

 

Operazione centrifuga

Già, il Blue Book. I rapporti governativi ufficiali, le forze aeree, i super esperti militari, gli scienziati, gli autorevoli studiosi privati, le organizzazioni di ricerca che si richiamano costantemente al principio di un’autorevolezza assoluta, in quanto “riconosciuti” dagli Stati ai quali appartengono. Già. E anche Laurance Rockefeller ha fatto la sua parte. Prova ne sia che nel “Rapporto ai Potenti” i cenni alla presenza di esseri alieni, associati al fenomeno UFO, sono tanto striminziti da doverli estrarre con le pinzette. Un po’ come avviene anche da noi. Dove il materiale buono, quello veramente buono, quello che descrive dettagliatamente incontri ravvicinati del 3° tipo, magari con dovizia di fotografie, persino di filmati, non viene a galla, se non annacquato, centrifugato e ripulito. E delle abduction non si deve neppure parlare. Apparentemente, la filosofia che muove sia gli autori, sia gli sponsor di questi rapporti, tende a minimizzare la portata di certe questioni – degli elementi cardine che oggi costituiscono gli studi sugli UFO/Alieni – relegando i fenomeni di contatto alla categoria dei racconti di fantascienza o come allucinazioni.

Già, sicuramente, come con il Blue Book, questo approccio continuerà ad avere successo. Già. Ma chi paga? Chi è l’oscuro  Rockefeller italiano?

 

 


Una Risposta to “Tratto dalla rivista area 51 La strana storia del Rapporto sugli UFO pagato da Rockefeller”

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