Tratto dalla rivista area 51 Traffici non segnalati?


Traffici non segnalati?

 Gli avvistamenti UFO dei piloti italiani non si discostano, nella dinamica e nelle conclusioni, dalla casistica internazionale. E alla maggioranza degli incidenti accaduti nel 1977 ha fatto riscontro il più classico “muro di gomma” delle autorità

 Di Corrado Malanga

Nella seconda metà del 1977 ebbe inizio un periodo di flap molto intenso che perdurò per quasi tutto l’anno successivo. Il risultato fu che anche molti piloti dell’Aeronautica, sia militare che civile, in Italia ebbero modo di rendersi conto che ogni tanto qualcosa di non identificato volava con loro.

Questo genere di avvistamenti è sempre stato considerato estremamente importante in quegli anni, per il semplice motivo che erano proprio esperti piloti a fare le segnalazioni! Oggi non più, infatti, se da una parte le autorità preposte alla sorveglianza del volo sul nostro territorio avevano ordini severissimi da parte del Generale Capo di Stato Maggiore di non farsi sfuggire dichiarazioni avventate sui fenomeni visti, d’altro canto non si poteva liquidare la faccenda facilmente, se e quando a testimoniare fosse un pilota, od il suo equipaggio.

Venne così imposto all’aviazione il riserbo più totale sulle notizie che riguardavano gli UFO, atteggiamento che spesso non trovò d’accordo i piloti civili, alle prese con il problema di rassicurare i passeggeri dei loro aerei nel trovarsi a dover attraversare vie aeree occupate da vettori non identificati.

 

Terra-Bordo-Terra

Per esempio, uscendo dalla casistica del 1977 di cui qui ci occupiamo, il 17 Febbraio 1984, un oggetto molto luminoso sfreccia sotto un executive privato (J-EKET), in volo nei dintorni di Torino. Ecco il testo della registrazione TBT (Terra-Bordo-Terra) del colloquio fra il comandante dell’aereo e il centro radar, all’aeroporto.

Velivolo: – siamo stabilizzati a 5.000 piedi. È passato sotto di noi un oggetto velocissimo, luccicante. Ci sono aeroplani nella zona?

Radar: – Negativo.

Velivolo: – Ci è passato proprio sotto la pancia. Seguiva la direttrice dell’ISL.

Radar: – Sullo schermo non vediamo niente. Controlliamo con la torre.

Velivolo: – È velocissimo. Poteva essere un F-104?

Radar: – Ci informiamo con la difesa. Noi non abbiamo tracce sullo schermo.

Velivolo: – Ci fa piacere essere stati più alti del previsto, perché…

Radar: – A questo punto lo pensiamo anche noi.

Ovviamente i centri Difesa Aerea e sicurezza del volo escludevano la presenza di velivoli militari nella zona.

 

Altri casi emblematici

Ma già il 6 Dicembre 1973 un aereo di linea proveniente dalla Sardegna aveva dovuto attendere in quota, a causa di un traffico sconosciuto che sostava a 200 metri dalla pista d’atterraggio.

Il comandante Murer poteva confermare l’avvistamento e sembra che il dialogo, tra la torre di controllo ed il velivolo, intercettato da alcuni radioamatori locali, si fosse svolto più o meno così:

Velivolo:- siete sicuri che la pista sia libera Torre… vediamo un traffico a ore…

Torre: – potete passarci sotto?… è mezz’ora che quel coso sta lì in mezzo…

E per la sicurezza dell’aeroporto pisano non sembrava essere la prima volta che si affrontava un’emergenza del genere. Da fonti non confermate, sembra che nell’inverno del 1974 tutto l’equipaggio di un C-119 in fase di atterraggio avesse avuto modo di vedere uno strano globo verde, stavolta finalmente individuato anche dal radar di terra. L’UFO, accortosi dell’aereo militare, seminò rapidamente il traffico convenzionale, salendo vertiginosamente di quota.

Nel Novembre 1977 all’aeroporto di Milano-Linate piove e c’è nebbia, quando un aereo Lufthansa scende verso la pista, guidato dal radar di terra lungo il “sentiero di avvicinamento”; sullo schermo del radar del vettore compare improvvisamente un bersaglio situato al centro della pista, davanti al muso dell’aereo. L’eco si muove a scatti, non proprio al centro della pista, ma sulla destra, rispetto all’aereo in fase di corto finale. La manovra viene interrotta, e la procedura iniziata da capo, ma inutilmente. Per tre volte il radar “batte” la strana traccia, e per tre volte l’aereo deve riprendere quota rinunciando all’atterraggio. Il volo verrà dirottato su altro aeroporto. I radar di diversi aerei sentiranno l’UFO, invisibile ad occhio nudo. La traccia, ad un certo istante, si allontanerà a grande velocità dalla pista ed il traffico potrà così normalmente riprendere.

 

Avvistamento su Cagliari-Elmas

Il 27 Ottobre 1977, alle ore 17:30, il Maggiore Francesco Zoppi, pilota del 21° Gruppo Squadroni dell’Aviazione Leggera dell’Esercito, decollava dalla Base di Cagliari-Elmas, a bordo del suo elicottero per una missione di addestramento notturno. Con lui si trovava il Tenente Antonio Ricciardelli. Unitamente al loro velivolo ve ne erano altri due, con a bordo rispettivamente il Capitano Romolo Romani ed il Sergente Maggiore Antonio Pisu (2° elicottero) e quindi il Sergente Maggiore Aldo De Muro ed il Sergente Corrado Giannella (3° elicottero).

Durante il volo in direzione di Sarroch, alle ore 17:48, il Maggiore Zoppi osservava di fronte al proprio velivolo ed alla stessa quota di circa 500 metri, un cerchio luminoso di colore rosso arancio. Zoppi pensò di trovarsi in coda ad un aereo a reazione militare e che le luci che scorgeva dovessero essere quelle dei motori.

Ma, in pochi secondi, l’oggetto luminoso sparì a gran velocità.

Degli altri due equipaggi, solo uno poté confermare l’avvistamento. La Torre di Controllo riferì che al momento non vi erano aerei in volo. Continuando a pensare ad un jet in fase di decollo, il maggiore proseguì la missione ma, quasi 50 minuti dopo ed esattamente alle ore 18:50, il misterioso cerchio ricomparve alla stessa quota dell’elicottero (circa 1.000 metri) ed alla sua destra, procedendo alla medesima velocità (200 Km/h).

Contattata immediatamente la Torre di Controllo, si aveva dall’operatore risposta positiva, “… Si vede la luce con il binocolo ma… Sul radar non si vede niente…” .

Quattro minuti dopo la luce era ancora lì e volava in formazione con gli elicotteri, quasi prendendoli in giro.

Poi, inaspettatamente, il misterioso oggetto si bloccava nel cielo e riprendeva la sua marcia, ma in senso contrario, sparendo fulmineamente alla vista dei piloti, sempre più attoniti.

Il controllore di volo invece aveva potuto seguire l’oggetto più lontano, fino ad un’altezza stimata di 10.000 metri, avendo a disposizione un campo visivo più ampio degli elicotteristi.

Tale luce era stata rilevata dai numerosi militari presenti alla base e contemporaneamente anche diversi testimoni civili, tra cui il Prof. Pier Paolo Lai. Da Cagliari, alle ore 17:30, avevano potuto vedere un globo luminoso dirigersi verso Sarroch. Dopo la rituale consegna del rapporto ufficiale, anche di questo caso, non si seppe mai più nulla.

 

L’esperienza del Col. Mainini

Va ricordato come certe basi militari operative della NATO, site sul territorio italiano, siano sovente visitate da oggetti volanti non identificati?. Tra queste c’è la base di Decimomannu, dove tra l’altro svolgono esercitazioni piloti militari europei delle stesse forze dell’Alleanza Atlantica.

Così, il 27 Ottobre 1977, un pilota militare presso l’aeroporto di Cagliari-Elmas vede distintamente uno strano globo verde.

E ancora, il 2 Novembre 1977, un tenente del trentesimo stormo di Cagliari-Elmas, avrebbe visto un corpo rosso arancione delle dimensioni di un DC-9 in rapido avvicinamento all’aeroporto, dal mare. Il giorno dopo tocca nella stesa zona ai piloti di un F-104 tedesco.

Tre giorni più tardi, un UFO si sarebbe divertito nell’intercettare un aereo militare, senza che i piloti se ne accorgessero. Questa volta però il radar di terra segnalerà lo strano inseguimento.

Il tenente Colonnello Giulio Mainini, pilota Comandante del 21° Gruppo del 53° Stormo Intercettori, di stanza nella Base di Cameri (No), nel mese di Settembre, durante un volo notturno a bordo di un caccia intercettore F-104, a 8.000 metri di altezza sulla verticale di Piacenza, alle ore 20:30, vede una luce che sembra essere Venere. Durante la virata, il pilota si accorge però che la luce, molto più intensa e vicina di Venere, si muove ed è situata molto più in alto rispetto al pilota… è una luce intermittente!

Mainini decide di portarsi alla stessa quota dell’oggetto ed ingaggia l’inseguimento, incrementando la velocità sino a 1.000 Km/h. Per un attimo il pilota deve aver creduto che si trattasse di un traffico non autorizzato che volesse sottrarsi all’identificazione ma, la luce, come si fosse accorta delle sue intenzioni, si spegne e scompare.

 

Fianco a fianco

Ad Imperia, un pilota di un aereo civile era stato protagonista dello stesso avvistamento a pochi minuti di distanza.

Notte tra il 23 ed il 24 Febbraio 1977, ore 21:00 circa: un F-104G, decollato da una base dell’Aeronautica Militare Italiana del Centro Italia, diretto a Nord con rotta SUD-EST/NORD-OVEST, viene intercettato da un UFO che, come risulta dal rapporto del pilota, redatto per il Ministero della Difesa,  mentre si trovava a 7.000 piedi di quota (2.350 metri circa) dopo aver lasciato la verticale di Civitanova Marche in direzione di Macerata, poteva notare appena sopra di lui e leggermente a sinistra ed a circa 800/900 metri di distanza, una luce bianca molto intensa. In pochi secondi, l’oggetto si poneva di fronte alla prua dell’F-104G e proseguiva mantenendo inalterata la distanza. Ogni tanto il misterioso velivolo, lasciava la sua posizione in prua del Caccia-Intercettore e si poneva al fianco dello stesso per circa 15-20 secondi per poi ritornare nella posizione precedente….”. L’ufficiale interpellava la stazione radar della base a lui più vicina, ricevendo l’autorizzazione ad intercettare l’oggetto e quindi, si portava a quota 12.000 piedi (4.000 metri) manifestando le proprie intenzioni! A questo punto ed ancora una volta, l’oggetto misterioso scompariva a velocità inimmaginabile.

 

Segreti quando compilati

Oggi basta avere qualche amicizia in ambito aeronautico, civile o militare, per sentirsi dire che di UFO se ne sono visti negli anni passati parecchi e continuano a vedersene ancora, ma, alla richiesta di mettere per iscritto le testimonianze si solleva un muro di reticenza, generalmente provocato dalla paura di andare incontro a grane burocratiche quasi irrisolvibili, che si ripercuoterebbero sulle carriere dei piloti e del personale di volo in questione.

I moduli di avvistamento in dotazione alla Marina ed all’Aeronautica Militare, segreti quando compilati, dopo essere stati archiviati per qualche giorno, solitamente scompaiono dai “files” come non fossero mai esistiti. Siamo anche a conoscenza di personale militare che, dopo aver compilato il modulo è andato, ad anni di distanza, a ricercarne le tracce, ma inutilmente: l’incartamento in questione era scomparso.

A tale proposito i piloti americani, disponevano di un modulo di avvistamento UFO che qualche anno fa è stato definitivamente eliminato. Non esiste quindi più il problema di far scomparire le testimonianze dei piloti americani poiché, di fatto, queste non vengono più raccolte.


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