Tratto dalla rivista area 51 Ufo complotti e C-Factor

Ufo complotti e C-Factor
Quanto si vede non corrisponde a quanto avviene

Di là dal rumore di fondo, oltre la cortina fumogena che si stende intorno al fenomeno UFO, qualcosa o qualcuno traspare: si percepisce la presenza di un’intelligenza che non ha nulla d’umano.

Di Angelo Ciccarella

Cosa lega tra di loro, il Salmo 23, Atlantide, gli indiani Anasazi, il movimento eugenetico, gli hippy e il punto meraviglioso dei Templari? Quale temibile segreto si cela dietro la piramide di Cheope sorretta dalla cintura d’Orione? Se domande come queste vi affascinano e v’intrigano, benvenuti a bordo… Allacciate le cinture di sicurezza e tuffatevi nella mia ricerca del Grande Ignoto. Ho utilizzato una tecnica che fu già del compianto Peter Kolosimo, il principio del Domino a 4D, ovverosia ogni minimo indizio, ogni minuscolo dettaglio – per quanto apparentemente insignificante – è inscritto nella teoria del “supercomplotto de Il Gruppo”, una setta segreta dualista elusiva, trascolorante e pervasiva. Simili premesse costituiscono il trampolino di lancio per uno strano ed inquietante racconto dove, “mescolando” droghe psichiche per il condizionamento delle masse, sesso dionisiaco, violenza, numerologia, servizi devianti reali o fittizi (ma c’è differenza?), sacre scritture, onomanzia, vie cave, luoghi di potere energetico-tellurico, glifi di riconoscimento iperfisici, si giunge ad enunciare un teorema raccapricciante per quanto intrigante. Il mondo è da sempre teatro di un titanico scontro tra sette segretissime o ingannevolmente manifeste, tra loro interrelate, per il dominio della razza umana. Vogliono farci aderire alla legge per cui la casualità appare come la regola e l’ordine come l’eccezione improbabile. Inutile lottare o cercare di smascherare complotti ed intrighi: il super potere è sempre là, pronto a difendersi e a difendere il Segreto finale e inaccessibile… favola per paranoici? Non affidarsi mai a una sola ipotesi, indipendentemente da quanto essa ci appare preponderante o ragionevole. La realtà delle credenze è abbastanza differente dall’esperienza. La realtà non è una questione unidimensionale e la mente stessa è fatta di frammenti. Siamo immersi in ambienti che a loro volta sono immersi in altri ambienti, all’infinito, in un rapporto continuo di esterno ed interno, di “self” e “non-self”, in un intersecarsi ed intrecciarsi di ambienti ognuno interno ad uno ed esterno all’altro. Volete sapere come andrà a finire? Seguite queste mie brevi relazioni su DNA Magazine.
All’inizio del mio viaggio non nego di aver avuto paura, di non sapere se avrei avuto il coraggio di andare fino in fondo. Paura di alzare il velo protettivo che ci separa dal lato imbarazzante della vita. Paura di scoprire che ho ragione. Paura di essere contagiato. Questa mia paura ha il sapore di quella che i figli “buoni” dell’illuminismo ebbero per Nietzsche, Evola, D’Annunzio, la paura per un pensiero difficilmente funzionale alle tematiche del “controllo”. Probabilmente se cercassimo di leggere la grande tragedia di questo secolo, non come la storia d’ideologie contrapposte, ma come la conseguenza dei mali prodotti da un uso utilitaristico della razionalità, capiremmo che abbiamo ancora bisogno della complessità culturale della tradizione sapienziale. Speriamo che dopo la fine dei muri, dei progetti rivoluzionari, delle avanguardie finisca anche la cultura borghese. Questa gran dama, nata con un qualche decoro fra Inghilterra e Francia ha finito con l’involgarirsi a Mosca e a Berlino per poi sopravvivere a se stessa, glissando sulle sue memorie più dolorose, recuperando, riciclando, rinverdendo solo quegli antichi fasti che non fanno paura neanche a Bertinotti.
Il primo fatto dell’esistenza è la legge del cambiamento o dell’impermanenza. Tutto ciò che esiste, da una particella ad una montagna, da un pensiero ad un impero, passa attraverso il medesimo ciclo d’esistenza – ossia nascita, crescita, declino e morte. Solo la vita in sé è perenne, in una continua ricerca per esprimersi attraverso nuove forme. La vita è un processo che fluisce, e colui che si aggrappa a qualsiasi forma, per quanto splendida, soffrirà nel resistere al flusso. Eraclito, professa il credo della metamorfosi continua col suo “panta rei”, ma forse ha ragione anche Zenone che come il biblico Cohelet borbotta che niente si muove e niente c’è di nuovo sotto il sole, perché tutto si muove e si ripete muovendosi con un movimento ciclico che ritorna al punto di partenza, come una ruota che col suo movimento ripetitivo dà l’impressione ottica dell’immobilità. All’interno delle proprie percezioni una persona può aver ragione, ma in termini di percezioni più ampie non è così e in termini di percezioni assolute non può mai essere così.
All’inizio di questo secolo, era una tesi degna di rispetto cercare una spiegazione ai grandi cambiamenti della civiltà occidentale, nell’idea che dietro di essi si celasse l’azione di società segrete. Secondo questa tesi, gli eventi storici erano considerati la conseguenza d’azioni umane consapevoli e non il frutto del caso e della necessità; dopodiché, individuare scenari cospirativi e complottistici sullo sfondo, diventava uno sviluppo logico deduttivo. Quest’atteggiamento interpretativo era intrinsecamente collegato alla concezione giudaico-cristiana della vita, nei termini di responsabilità individuale e di libero arbitrio, così com’era collegato all’idea creazionista secondo la quale ogni avvenimento scaturiva da un progetto. Con il passar degli anni, l’approccio causale diventò obsoleto. Oggi l’analisi storica e sociologica ricorre a tutta una serie d’informazioni concernenti modelli culturali progressisti, dove l’economia è il motore agente del divenire umano. L’abbandono della tesi dietrologica da parte degli analisti ufficiali, non ha in ogni modo evitato l’innescarsi di un processo “feedback”: l’immaginario collettivo è stato letteralmente invaso da tutta una produzione di film, fumetti, pubblicistica tendente a spiegare qualunque vicenda storica come diretta da governi occulti. Chi ha innescato questo processo?
Così dal mito tradizionale del complotto si è passati alla sua degenerazione come sindrome del sospetto. Il fenomeno Ufo possiede tutte le caratteristiche utili alla causa complottista, così ai rapporti, alle testimonianze, alle tracce, in questi ultimi decenni ha aggiunto un nuovo paradigma culturale elaborato dai teorici del “cover up”, e dall’istituto del contattismo meta-religioso. Il fenomeno trova un altro arricchimento nelle presunte rivelazioni di ex agenti dei servizi (ma ad un agente dei servizi non sarà mai concesso di andare definitivamente in pensione), tecnici, scienziati governativi e militari in congedo, i quali asseriscono di aver partecipato ad incontri con extraterrestri, di aver ricevuto o carpite informazioni concernenti tecnologie avanzate, tali da essere decisive per la nascita dell’era informatica.
Tornando alla visione tradizionale della storia che faccio mia, la mitologia delle società segrete incarna differenti aspetti, religiosi e politici, ma il suo nucleo centrale poggia sul concetto dei Superiori Sconosciuti, gli Illuminati, che opererebbero dietro gli uomini di stato e i potentati economico-finanziari. Gli Illuminati userebbero i loro burattini pubblici come docili strumenti per la realizzazione di piani, ritenuti dai fautori della visione tradizionale della storia, solitamente inquietanti, così come sinistro sarebbe l’uso di simbologie ancestrali per la mobilitazione delle masse. Questa influenza occulta si serve di un’organizzazione sopranazionale che opera con agenti ramificati in tutti i paesi; scopo, la distruzione delle radici dell’umanità, con azioni rivoluzionarie o restauratrici, secondo le convenienze. Qualunque fosse la forma che tale organizzazione sopranazionale avesse assunto nel corso della storia, unica sarebbe la forza operante. Questi demiurghi presiederebbero addirittura enti e società in conflitto fra loro.
I veli sull’identità e la provenienza dei Superiori Sconosciuti sono da secoli abbassati e colui che per caso o intenzionalmente si imbatte nelle loro tracce è in un modo o nell’altro dissuaso. Nel corso della mia pluriennale ricerca spirituale ho lambito il Grande Ignoto, in una sequenza d’assonanze e dissonanze, che lasciano intravedere un disegno multidimensionale, una struttura che connette.
Di là dal rumore di fondo, oltre la cortina fumogena che si stende intorno al fenomeno Ufo, qualcosa o qualcuno traspare: si percepisce la presenza di un’intelligenza che non ha nulla d’umano. A prefigurare il disegno del Piano, utilizzando elementi disparati e ipotesi contrastanti, è stata la ricerca ufologica italiana attraverso il lavoro onesto di studiosi quali Vesco, Coppetti, Sani, il primo Pinotti e l’ultimo Baiata. Da questi studi si evince che il fenomeno si manifesta con una struttura a scatole cinesi, promiscua e cangiante. Il primo impatto con questa struttura polimorfa, lo abbiamo quando la nostra ricerca passa dalla fase dilettantistica a quella, per così dire, professionale: allora agiscono gli agenti del discredito. Il primo collegamento è realizzato. In seguito, un secondo e più pernicioso contatto lo abbiamo con il C Factor, un nuovo personaggio si affianca alla nostra ricerca, ne condivide con noi i magri successi e le pesanti sconfitte, si propone come nostro compagno d’avventura. Ci fornisce indizi preziosi al fine di spianarci il percorso, ci guida verso proficui incontri. Il suo compito principale invece è quello di dividere il gruppo, dirottandone le ragioni sociali e le tesi programmatiche, non escludendo, se necessario, il ricorso a mezzi estremi.
Noi, dell’Associazione Culturale Anima Mundi, adottiamo la griglia interpretativa mitico-simbolica per leggere la realtà dietro le maschere mondane. La tradizione perenne ci consente, sì, di valutare, nella fattispecie, il fenomeno Ufo quale frattale a più dimensioni, ma non per questo ci sentiamo sicuri, come in una nicchia culturale, dalle insidie presenti nella multiformità del fenomeno. Intendiamoci, nessuno è veramente esente da certe pestifere influenze, tipiche di un milieu dissimulatore che modifica la percettibilità di tali manifestazioni, la cui reale natura rimane ignota. Né vanno dimenticati due aspetti importanti che ci riguardano direttamente, ossia l’equazione personale e il grado di capacità di comprendere i dati dell’esperienza. Si vede ciò che si conosce.
Rivolgiamo un invito di cooperazione a tutte le associazioni e a quanti isolatamente tentano di capire l’origine del fenomeno OVNI e ricercano con forza il significato della nostra esistenza. Tuttavia per orientarci occorre trovare le giuste coordinate di riferimento, nella ragionevole speranza di individuare in tempo il C Factor che l’inesorabile legge del karma ci ha assegnato, prima che porti a termine la sua missione.

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2 Risposte to “Tratto dalla rivista area 51 Ufo complotti e C-Factor”

  1. ciao è da tempo che provo a fare ricerche su questo argomento, devo dire che non è facile, non posseggo nessun indizio vero e proprio ma soltanto delle idee e dei conti che non mi tornano, la mia idea e che è un pò tutto collegato, e ho il sospetto che stiamo dentro una grossa finzione organizzata da persone che hanno nelle loro mani potere religioso e politico e che aimè sono riusciti a chiudere le nostrre menti e i nostri occhi… vorrei spiegarvi più dettagliatamente il mio pensiero e vorrei sopratutto collaborazione perchè al momento sono solo vi lascio la mia e-mail con la speranza di essere contattato.

  2. Il momento sta arrivando. Gli intrighi sono diventati molteplici, anche loro non sono più uniti.

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