Tratto dalla rivista area 51 un intervista ad un ex colonello USAF

LE INTERVISTE INEDITE

 

PARLA l’ex colonnello USAF  
WENDELLE STEVENS

 

(Intervista realizzata da Maurizio Baiata il 10 Novembre  1997,
a Montesilvano, Pescara)

 

 

D: Può parlarmi delle installazioni sotterranee negli USA e del caso Paul Bennevitz?

 

Paul Bennevitz ha dichiarato di aver scattato alcune fotografie alle installazioni sotterranee, dove era sistemato un nostro veicolo sperimentale schiantatosi – era simile a un veicolo ibrido alieno.  Bennevitz, in seguito alle sue dichiarazioni, fu internato per quattro volte in un istituto psichiatrico e indotto ipnoticamente in uno stato alterato di coscienza. Le fotografie, che egli continuava a mostrare a tutti, furono sequestrate e gli agenti vi sovrapposero l’immagine di una creatura aliena di loro creazione, con del sangue verde che fuoriusciva abbondante. La coscienza di Paul fu indotta in uno stadio alfa e, ogni volta che egli guardava la sua fotografia, vedeva il corpo alieno con il sangue verde che gli fuoriusciva. Ad un certo punto, si presentò un altro individuo, che voleva documentarsi sulla storia di Bennevitz. Paul prese la fotografia e gliela mostrò, convinto dell’esistenza del corpo e indicando la fotografia perché per lui la creatura era lì con il sangue verde che fuoriusciva, ma nessuno la vedeva perché in realtà non c’era, era solo nella sua mente. Quella persona, di cui non ricordo il nome, era intenzionata a prendere sul serio il suo racconto, ma di fronte a questo fatto, si sentì persa e pensò: mio Dio, Paul non è in sé, e se ne andò a casa rifiutandosi di ascoltare la storia. In realtà, almeno una dozzina delle foto contenute nei files di Bennevitz, fra le quali foto dell’installazione sotterranea di Dulce, sono autentiche. Ma nella mente di Paul si formano delle immagini indotte dell’essere con il sangue verde, mentre il suo interlocutore non riesce a vederle e ovviamente si domanda come possa fare a vederle Paul, inconsapevole del trattamento da lui subito in ospedale.

Quindi, i servizi segreti  lo fecero divenire il peggiore testimone a proprio carico, e non avevano più bisogno di preoccuparsi di lui in quanto Paul stesso stravolgeva la realtà con le sue visioni. Vuoi sapere chi lo ha indotto in quello stato? Il responsabile è Bill Moore.

 

D: Risponde a verità che un governo segreto ha gestito e compartimentalizzato le informazioni sugli UFO, come nel caso Roswell, sulla base di dichiarazioni ufficiali inesistenti, si veda la versione dei manichini rilasciata il 24 Giugno ’97, proprio in concomitanza con l’anniversario di Kenneth Arnold e in preparazione della Roswell Convention per i primi di Luglio.

È quello che hanno affermato. I manichini rinvenuti sul campo dei rottami (la fattoria di Mac Brazel, Roswell) probabilmente facevano parte del progetto di test sui crash dummies. Con la stessa tecnica implicano che i corpi provenienti dal crash di Socorro venivano da Roswell. Ma non è così. I corpi dell’incidente di Roswell, sottoposti ad autopsia, si sono trasformati in manichini, escludendo di fatto il primo incidente, e il secondo, avvenuto nel poligono di White Sands, e facendoci concentrare su un terzo crash, situazione molto confusa perché comprende due siti: quello del campo di rottami (Foster Ranch) e quello della capsula (lo scafo contenente i corpi). Il campo dei rottami ha avuto ampia pubblicità, il luogo dove venne rinvenuta la capsula no, perché era intatta e fu trasportata a White Sands sotto stretta sorveglianza. Non sarà facile fare chiarezza sul Roswell crash. Non c’erano corpi sul campo di rottami, al momento del recupero, evidentemente i corpi erano stati espulsi o separati da quell’area, mentre furono trovati a 8-10 miglia dieci giorni dopo, al sole del deserto.

 

D: Nel libro “Il Giorno Dopo Roswell” del colonnello Corso, il ruolo del Maggiore Jesse Marcel cambia considerevolmente, perché dichiara di aver visto i corpi.

 

Non è così. Marcel non vide mai i corpi, giacché lui intervenne sul campo dei rottami. C’è un episodio, sostenuto da Friedman, ad esempio, che parla dei cadaveri all’obitorio dell’ospedale della base di Roswell, altra storia inverosimile, perché non sarebbero stati trovati che dieci giorni dopo – una volta che i militari si erano assicurati la necessaria copertura trasferendo tutto non alla base di Roswell – per essere poi trasportati altrove per il trattamento medico, considerando che c’era poco da fare perché erano in pessime condizioni, dato il sole di Luglio a 45-50 gradi centigradi e senza ombra. Erano anneriti e tremendamente decomposti.

(L’intervista si interrompe all’arrivo del sergente maggiore Robert  Dean. Wendelle accenna alle condizioni fisiche di Bob e alla storia  dell’Assessment, un sommario e molte appendici).

 

D: Possiamo parlare di altri UFO crash?

 

Siamo nel 1947, il  Department of State è guidato da George C. Marshall, il quale istituisce la commissione sull’analisi della situazione: l’analisi concerne tre incidenti e la necessità di un piano di emergenza. Per il caso noto come “uomo pomodoro”, al confine del Messico, la montatura di occhiali che si vede in una foto, è stato accertato, ma pochi lo sanno e richiamano questo come elemento provante il falso, apparteneva ad un pio di occhiali di uno dei fotoreporter. Non è l’elmetto, è il cranio dell’essere, c’erano centinaia di foto del recupero, prese tutte da un cameraman del White Sands Missile Test Range Laboratory, sviluppate al laboratorio. Quel cameraman, circa 25-30 anni dopo mandò due foto a Leonard Stringfield, riferendogli che ne avrebbe ricevuto altre se le avesse saputo gestire propriamente. Leonard non ne parlò con nessuno, non è vero che andasse in giro a mostrarle (come si è vociferato spesso qui in Italia, N.d.R.), ne aveva fatto una dozzina di copie essendo un tecnico fotografico.

Marshall, a quel punto, era sulla via della pensione e quindi ufficialmente costituì un gruppo dirigente, perché gli avvenimenti si accavallavano. Questo nuovo gruppo, era denominato Majestic Group, nome in codice Top Secret Majic. Successivamente, ufficialmente denominato Majestic 12, si trattava di un’agenzia di copertura, di cui ogni membro aveva un numero. Del Majic Group facevano parte alcuni degli scienziati più famosi, incluso Edward Teller, e altri due connessi alla bomba atomica, si occupavano di tutti i materiali recuperati dai crash e custoditi presso i laboratori della Atomic Energy Commission, perché erano installazioni al più alto livello di classificazione di segretezza. Erano sotto la custodia di Edward Teller, che aveva un altro scienziato assistente senior di staff, a Los Alamos. Il MJ Group riservava tutto in files separati e in classificazioni separate, una delle quali non era accessibile ad alcuno. A quel livello, era tutto sotto il loro controllo. Quel gruppo di scienziati iniziò a crescere di statura, sino a … non avevamo la Central Intelligence Agency a quel tempo, fu creata in seguito, nel 1947 mediante il  National Security Act. Le decisioni erano rapidissime, non venivano neppure discusse dallo staff, e passavano ai gruppi operativi dislocati in Florida, nella West Coast, presso il Redgestone Arsenal. Ma è questo il gruppo in possesso di un tale livello di segretezza, da poter usare le altre agenzie, come la CIA, l’FBI, il Dipartimento del Tesoro, tutte le agenzie di polizia, tutte le agenzie militari come strumenti operativi, separatamente compartimentalizzate. Non una di loro conosceva l’operato delle altre, eseguivano gli ordini.

 

D: Qual era l’agenzia maggiormente coinvolta? L’Aeronautica, la Marina?

All’epoca c’era un senior ammiraglio a cinque stelle. Era a 

capo delle agenzie di Intelligence prima della creazione della CIA, poi divenne capo della CIA. Era della Marina, Roosevelt presidente e già ufficiale di Marina, l’apparato della Marina gestiva ancora dei settori in comando con piene funzioni. Si presero cura di queste nuove informazioni altamente classificate che si sviluppavano sotto la loro ala e la Marina fece in modo che gli altri servizi non avessero di più di quanto effettivamente si dovessero occupare. Ecco parte del problema. Ma ciò condusse la Marina nelle mani di questo MJ12 formato anche da scienziati civili, che non avevano alleanze con alcun servizio segreto governativo. Da quel livello usarono i servizi come strumenti di qualunque altra agenzia di intelligence. I servizi e l’intelligence non ricevevano nulla di più rispetto al proprio compito.

Allora, i materiali vennero custoditi nelle installazioni atomiche, a Los Alamos?

Esatto. A Los Alamos. Quello che precipitò ad Aztec fu trasferito

via terra a bordo di camion da Aztec a Los Alamos, poi altre parti vennero portate a Wright Field, altre all’Area 51 mediante veicoli da trasporto corazzati dell’esercito.

Esiste una foto di un oggetto discoidale posto sul pianale di un autocarro, a quale recupero si riferisce?

Non ai primi, ad uno degli ultimi, non nel ’47. Quel disco precipitò nel ’53-’54, suppongo fu trasportato da Paradise Valley, erano due dischi, di una trentina di piedi di diametro, furono in grado di sollevarli obliquamente e posizionarli sul pianale per il trasporto su autostrade. Gli altri erano più grandi, non potendoli smantellare completamente, per farli passare attraverso i ponti autostradali, lo fecero parzialmente in sezioni da circa 60 piedi ciascuna.

E quei fotogrammi che mostrano un disco trasportato su un cargo ferroviario sino all’entrata di un hangar a Wright Patterson?

 

Quello è un modellino. Creato dagli studios della Fox. Hanno assunto un artista, che ha realizzato il modello, sulla base di fotografie di linee ferroviarie dell’epoca e di Wright Field. Lo ha fatto. Il risultato è stato eccellente, ma abbiamo interpellato i Fox Studios e Bob Kiviat, personaggio importante del settore, che ha ammesso che lo hanno fatto loro per illustrare la situazione. Bob Dean ha cercato di saperne di più; doveva partecipare ad una conferenza a Seattle e appena arrivato, aveva il nome e il nome numero dell’artista, lo ha chiamato e lo ha invitato. Si sono incontrati e l’artista gli ha dato il modello, che è in suo possesso ancora oggi. Comunque, la maggior parte del filmato è autentica, falsa è la scena che mostra il disco sul vagone ferroviario. Forse, la parte del filmato che mostra l’hangar dall’esterno è reale, quella dall’interno è certamente falsa, è un modello. La scena dell’hangar, in sostanza, è stata creata. Comunque, tornando al 1947, al Gruppo Majic, in crescita di potere, nell’ombra rispetto al governo, divenendo un’entità a se stante, al di là delle altre agenzie esistenti, iniziò a ricevere fondi neri. 


Robert O’Dean

I bilanci non ne facevano menzione, il denaro proveniva da black projects, e misero su una sorta di piccolo governo a sé stante, dietro il governo eletto, e data la segretezza della questione, esercitavano un notevole potere, che influenzava tutto il resto.

 

Hynek ne era a conoscenza?No? 

(sorride) Hynek aveva cominciato come consigliere del Project Blue Book, che non si occupò di alcunché di valido. Il Progetto disponeva di un nullaosta di segretezza Confidential, come la corrispondenza militare ordinaria. Quindi tutto veniva spedito al piano di sotto. Si parte dal Project Sign, il primo progetto, locato proprio nello stesso edificio dove mi trovavo io. 

Io ero già stato assegnato in Alaska, e due mesi dopo fu costituito il Project Sign, era in un ufficio al pianoterra, due porte sulla strada, come ufficio di pubbliche relazioni. Gli impiegati del piano di sopra si occupavano di scremare i rapporti dalle informazioni più delicate, e mandavano così le versioni purgate al piano di sotto, al Project Sign, che doveva rispondere alle domande del pubblico. Ne nacque un problema. Quelli del Sign pensavano di avere tutte le informazioni, quando si accorsero del contrario, ottenendo informazioni direttamente dalla gente per posta, iniziarono ad investigare per proprio conto, capendo di trovarsi di fronte a casi più complessi di quanto pervenissero dal piano di sopra e iniziarono a prendere posizione, attuando una politica diversa, il che si rivelò controproducente generando un conflitto di interessi e, naturalmente, soppressero il Project Sign, chiusero la casella postale e tutti i fascicoli, erano fuori gioco, ma i rapporti continuavano a giungere e la gente cominciò ad insospettirsi, chiedendo risposte alla Air Force.


Joseph Allen Hynek

Cercarono allora di incaricare qualcun altro, nessuno volle assumersi la responsabilità, così ridenomirarono il Progetto, come Project Grudge e la stessa cosa sarebbe accaduta ancora e ancora. Grudge durò poco. Subito dopo Hynek fu nominato consulente per l’astronomia per il Project Grudge. Aveva un nulla osta di Confidential. Non poteva accedere ad alcun rapporto segreto. Ma venne identificato da uno dei componenti del MJ, Donald Menzel, che era uno dei suoi professori ad Harvard. Menzel lo raccomandò perché Hynek era un uomo brillante, che avrebbe seguito le regole, l’uomo giusto, che avrebbe amministrato le informazioni dal piano di sopra al piano di sotto fornendo le spiegazioni all’opinione pubblica. Questo era il compito di Hynek. Certo Hynek cercò sempre di ottenere i rapporti segreti, ma non aveva il nulla osta. Dopo la chiusura del Grudge, venne aperto il Blue Book e allora Hynek, nonostante il Blue Book avesse ancora un nulla osta di Confidential, ottenne il permesso di andare al di laà dei rapporti Secret, nonostante si trattasse di rapporti di basso livello rispetto a quelli Top Secret, Majic ed Eyes Only.

 

Non c’erano rapporti connessi con gli UFO crash, quindi?

 

No. Erano oltre il Secret. Ad un certo punto Hynek obbiettò che non si potevano fornire spiegazioni senza avere conoscenza dei rapporti completi sui rapporti Secret. Fu allora che lasciò l’incarico divenendo consulente dell’Air Force. Ma a quel livello, non aveva ancora accesso ai rapporti più importanti. Situazione frustrante. Per questo negli ultimi tempi voleva uscire da questo sistema di controllo ed investigare personalmente sui rapporti e divulgarli. Fu allora che fu colpito da un tumore al cervello e morì.

 

Sospetta qualcosa in merito?

 

Senz’altro, anche per troppe altre persone. Morte per le stesse cause tumorali al cervello, che possono essere indotte.

 

Bob mi ha detto qualcosa, Steven Schiff ha un tumore al cervello. (il congressman Schiff del New Mexico sarebbe deceduto poco tempo dopo, N.d.R.) 

Sì, è un gioco pericoloso. Ho chiesto a Corso se non si senta in pericolo, che cosa stai facendo, e lui ha vissuto nella stessa epoca ed è stato amico del dottor R.I. Sarbacher, ne parla nel suo libro. Corso è l’unico testimone di eventi riferibili al suo nome. Gli altri sono troppo spaventati, possono solo essere parafrasati. Sarbacher ha detto “Oh, sono cose che risalgono a 25 anni fa, non sono più importanti adesso”. Quando Whitley Strieber ha letto il libro mi ha chiamato e gli ho dato il numero di Sarbacher che viveva a Melbourne in Florida. Sai cosa è successo? Lo ha chiamato un lunedì fissando un’intervista per il venerdì, sul tema degli UFO precipitati e del loro recupero. Il giovedì sera Strieber, pronto per partire, ha telefonato di nuovo per confermare l’appuntamento e la moglie dello scienziato gli ha detto che il marito era morto la notte precedente per un attacco cardiaco. Ecco come vanno certe cose. Sai come? Usano una sostanza polverosa che può essere posta sul volante della tua auto, oppure sul pomello della porta di casa o sul pulsante dello sciacquone, ed entra nella circolazione sanguigna, attivata a distanza mediante un dispositivo molto semplice, in pratica congela il sangue, causando l’infarto. Vedi, Sarbacher, non aveva alcun problema di cuore ed è morto proprio il giorno prima di concedere l’intervista a Strieber.

(parliamo di Mario Cingolani, lo scomparso Presidente CUN)

 

I casi più importanti di vittime del cover-up?

 

Un classico caso di questo tipo. Donald Keyhoe era a capo del NICAP. C’era un giornalista radiotelevisivo di Washington, Frank Edwards, già autore di un libro, intenzionato a tirar fuori una sensazionale storia sugli UFO, d’accordo con Keyohe, da portare al Congresso, per proporre l’istituzione di un comitato che analizzasse la situazione. Così si rivolsero al congressman (deputato) Rausch, che era interessato al fenomeno e che presiedeva alcune sessioni della commissione parlamentare. I tre si accordarono per organizzare una riunione giornalistica di vasta portata: Keyhoe avrebbe prodotto le prove ed Edwards avrebbe trasmesso un notiziario la mattina dopo, mentre il congressman avrebbe convocato la stampa nella sua sala riunioni e, improvvisamente avrebbe alzato il volume della sua radio facendo ascoltare il comunicato a tutti, dichiarando poi che si trattava di un problema di cui il parlamento avrebbe dovuto occuparsi. 


Donald Keyhoe

Era tutto pianificato. La sera prima Keyhoe aveva passato le notizie ad Edwards il quale, mentre stava preparando il servizio da trasmette la mattina dopo, è stato stroncato da un attacco cardiaco. Rausch e Keyhoe conoscevano il contenuto del servizio e tentarono di ripetere la cosa tre giorni dopo, ed il giorno prefissato, senza che Edwards potesse più fare l’annuncio, decisero di affidarlo ad un altro giornalista, ma toccò a Rausch, presidente del comitato parlamentare, a morire di infarto. E fu allora che Keyohe decise di ritirarsi, per via di quei segnali inequivocabili. Troppo pericoloso, e comunque, ormai era solo, aveva perso i suoi amici. Altri ricercatori iniziarono a temere il peggio e rinunciarono a farsi avanti a livello di stampa. Proprio come noi stiamo parlando in questo momento, avevo due miei colleghi con cui lavoravo sugli incidenti UFO. Avevamo un pezzo di metallo recuperato da un UFO alla penisola di Baja (o Baha), ed un altro dal New Mexico. Un tenente colonnello in congedo dell’esercito era riuscito ad entrare in possesso di un frammento, mi chiamò da San Diego dicendomi di essere pronto ad incontrami a Tucson la notte stessa, con la sua auto. Tre ore dopo una telefonata della moglie che mi avvisava che il marito non mi avrebbe raggiunto perché era stato trovato morto, all’interno della macchina, appena fuori San Diego, con un colpo di pistola alla testa esploso da una persona certamente mancina, cosa che lui non era, non aveva neppure un’arma con sé. La sua borsa era scomparsa, la macchina era stata pulita.

 

E McDonald?



James McDonald

 

Naturalmente, dovrei parlare di James McDonald, che conoscevo molto bene. Era fra quanti lo avevano preparato, fornendogli cinque rapporti circostanziati, con solide testimonianze, che non erano stati inclusi nel Project Blue Book. Era convinto che tutto finisse al Blue Book, gli provammo il contrario. Si rese conto che i casi, da lui re-investigati accuratamente, provavano che erano reali, quindi richiese al Blue Book perché non li avesse analizzati, gli risposero che non ne sapevano nulla, poi si rivolse a diversi generali, uno dei quali gli confermò di essere a conoscenza di quei rapporti e di averli ottenuti dalla Divisione Tecnologia Straniera (la stessa di Corso).

McDonald replicò che ci si era appena rivolto e il generale gli chiese “con chi ha parlato?”, e lui rispose con quelli del Blue Book e il generale “ma quelli non sanno niente, sono solo un ufficio di pubbliche relazioni, deve parlare con il colonnello tal dei tali”… ma fu inutile, allora McDonald andò al Pentagono, con in mano un paio di nomi che gli aveva fatto il generale. All’epoca il presidente, non ricordo chi fosse, era solito invitare per la prima colazione nel suo ufficio, accanto alla stanza ovale, un paio di deputati ed un paio senatori con i suoi più stretti collaboratori di gabinetto. La procedura prevedeva che i consiglieri presentassero una dichiarazione, poi toccava agli altri, per fare insieme il punto sugli affari della giornata, poi invitava un ospite dei deputati e dei senatori ad intervenire, dicendo ciò che ritenevano più opportuno. McDonald era ospite di uno dei deputati dell’Arizona. Dopo le dichiarazioni dello staff, il parlamentare presentò McDonald che si alzò in piedi e dichiarò di avere in mano quei cinque rapporti che gli aveamo dato, che erano più che sostanziali, ma che non apparivano nel Blue Book o altrove. Nessuno fiatò, assunsero tutti un’espressione strana, e, uno dopo l’altro, lasciarono l’ufficio. La colazione era terminata. Non ottenne alcunché. Nel giro di due settimane capì non che non ne sapevano nulla, ma che non ne volevano fare nulla. Perché era politicamente malsano parlare di quelle cose. Tornò a casa felice di aver toccato un nervo scoperto. Era un attivista, un tipo che portava i suoi studenti a visitare le postazioni missilistiche di Tulsa. Ma il suo suicidio? Il primo suicidio fu nella sua auto, nel parcheggio dell’università. Con la pistola ficcata in bocca ed il proiettile penetrato sino al cervello, senza danneggiarne i lobi, ma troncando il nervo ottico destro e bloccando le sue funzioni visive periferiche. Poteva solo vedere dei punti sfocati davanti a sé con l’occhio sinistro. Era cieco al 90 per cento, e in condizioni critiche. Fu ricoverato e all’ospedale tentarono di rimuovere il proiettile dal cranio e di stabilizzarlo. Era nel reparto terapia intensiva, in un letto d’ospedale controllato 24 ore su 24. Non aveva vestiti, o scarpe. Nel cuore della notte alle due del mattino, scompare dal letto. Si è volatilizzato. Più tardi viene trovato in mezzo al deserto, da solo, con il cranio stavolta trapassato da un colpo di pistola alla tempia. Spiegami come può un uomo praticamente cieco, nudo, scendere dal letto, raggiungere l’unico ingresso, piantonato continuamente, ed uscire dall’ospedale senza destare alcun sospetto. Come può aver fatto? Secondo la versione della stampa, McDonald avrebbe raggiunto la sua casa, avrebbe preso una seconda pistola che aveva nascosto in una scatola in un armadio della camera da letto, mentre la moglie dormiva, senza svegliarla. Poi, non si sa come, se accompagnato da qualcuno o meno, si sarebbe recato nel deserto, dove si sarebbe sparato. Nessuno ha visto nulla. Lo hanno trovato steso lì. Niente macchina, niente mezzi di trasporto accanto al corpo. Nulla. Ma di quale suicidio stiamo parlando? Non ci fu alcuna inchiesta, nessuno sospettato, il risarcimento assicurativo stabilito immediatamente. Ecco, un altro punto problematico. L’assicurazione avrebbe dovuto indagare sulle circostanze della morte ed invece sistemarono tutto molto velocemente. Niente autopsia. Fu sepolto il giorno dopo e la cosa più orribile è che a tutt’oggi nessuno ha investigato niente, niente intervento delle autorità, niente polizia, nessun pubblico ufficiale. Il caso è stato chiuso come suicidio. Il giorno dopo il decesso, mentre preparavano il corpo per la sepoltura, degli agenti governativi si recavano presso la sua abitazione e spiegavano alla moglie che James lavorava a progetti classificati e che volevano prendere i suoi documenti, confiscarono quasi tutto e poi le restituirono circa un terzo delle cose dentro un armadietto, dopo aver preso quello che volevano.

Ora, è importante essere noti al pubblico, se si vuole ottenere dei risultati. Sia chiaro che nel momento in cui un ricercatore famoso divulgherà qualcosa di delicato, il potere tenderà a confermare le sue dichiarazioni, non possono fare altrimenti e cercano di evitarlo. La loro strategia è il discredito, come hanno fatto con me, con accuse inerenti crimini sessuali, crimini odiosi, cui la gente reagisce con ribrezzo, e possono creare qualsiasi cosa a tuo carico, sono grandi esperti, vivono di questo, creare prove.

 

(Parliamo del Santilli Footage, a lungo, e Stevens dice che Giorgio Bongiovanni, o Michael Hesemann, uno dei due, gli hanno mostrato la seconda autopsia, della quale hanno una copia!).

Mi ha colpito la teoria di Graham Birdsall, di una ragazzina di 12 anni modificata chirurgicamente e preparata per costruire il falso. Ha una fonte di intelligence che gli ha fornito anche il nome della ragazzina. Non so come fare a credere a questa storia! Non credo del tutto alla storia di Bongiovanni, ma avendo personalmente condotto indagini sulla storia di Fatima, rispetto ad un caso fotografico di UFO australiano degli anni Settanta, con il sole dietro le nuvole, e ho conosciuto molto bene un ricercatore portoghese che ha condotto all’epoca dei fatti le sue investigazioni sugli eventi di Fatima originali. Poi Bongiovanni, ossessionato dall’idea di andare a Fatima, ci è andato ed in pieno giorno, secondo lui, da una piccola nuvola e da una sorta di globo luminoso… troppo fervore religioso, poi sono arrivate le stigmate. Sono convinto che alcuni dei contatti di Siragusa fossero autentici. Ho notato, in alcuni dei più importanti casi di contattismo, a partire da Meier, che essi non tendono ad opporsi al discredito, perché hanno già la loro verità, sanno, e dopo qualche tempo non si sentono costretti a raccontare a nessuno la loro storia per essere accettati o creduti, perché i ricercatori vogliono verificare e se ne esce una opinione negativa, ottengono un effetto negativo, e poi ci vuole molto per dimostrare il contrario, perché anche la sfida più semplice implica una gran volume di lavoro e di tempo per essere controbattuta. Quindi il loro atteggiamento è condiviso, da Meier, da Bill Herrman, molti altri. Dai contattisti che ritengono di essere visitati da esseri celestiali. Ma si tratta di un solo tipo di esseri. Ora, il punto, quando le persone mi chiedono, da dove vengono, è che non è possibile rispondere “loro” vengono da lì o da là, non è loro, ma un infinito numero di loro  che interagiscono con noi. Ho analizzato almeno 150 casi di entità che ritornano, mentre ancora sto investigando l’esperienza di un dato soggetto e solo in due casi ho constatato che forse si poteva trattare dello stesso tipo di entità, che facevano le stesse cose, che potessero quindi essere considerate provenienti dalla stessa origine. Tutti gli altri no. Ritengo che se è verosimile che solo due casi su 150 coincidono, vuol dire che il 98% del mio campione presenta caratteristiche differenti, una diversità infinita che indica come, su una casistica complessiva di circa 70.000 casi ogni anno, 68.000 sono fra loro diversi, hanno origine diversa, diversi scopi, diversi sistemi di propulsione, diversa morfologia, diversa tecnologia, caratteristiche fisiche, e allora siamo visitati da un enorme numero di intelligenze extraterrestri che vogliono interagire con noi per qualche ragione. Perché? Forse perché il loro pianeta ha raggiunto uno sviluppo finale, che impone ai suoi abitanti di fiorire verso l’esterno, uno sviluppo che produce un livello di produttività o di attrazione, come un fiore che si apre, pronto per dare il suo nettare e non c’è una farfalla pronto a suggerlo. Oppure è il nostro pianeta che ha raggiunto un livello di fioritura, certamente questo è un momento di alta concentrazione della loro attenzione verso di noi. Come in India, 7- 8.000 anni fa, con popolazioni e culture molto diverse da oggi, ci furono molte visite. Sai, nell’Enciclopedia Britannica, c’è una poderosa sezione dedicata alle conquiste coloniali inglesi, dominavano il mondo. Bene, l’Enciclopedia di Stato Cinese ha un capitolo in proposito ancora più grande, la loro storia affonda ancora più in là. Sotto Wang-Ti, l’Imperatore Giallo della Cina, fra l’altro, si verificarono incontri con esseri provenienti dalle stelle, esseri umani che andavano e venivano, portavano i terrestri in volo con loro sino alla Luna e le loro descrizioni della Luna vista da vicino è quasi identica a quella dei nostri astronauti. In Italia, quando le legioni Romane avevano conquistato tutta l’Europa, negli Annali di Roma ci sono 21 volumi che menzionano gli scudi volanti.

 

Cosa è accaduto al maggiore Virgil Armstrong?

Non sono solito e non mi piace criticare il lavoro di altri ricercatori, hanno la loro propria verità. Ma la storia di Virgil è cambiata troppe volte. L’ho incontrato verso la fine degli anni Sessanta, inizio Settanta in California, quando lasciò l’Esercito. Anch’io ero in congedo. All’epoca si congedò come Capitano dell’Esercito e mi disse di aver lavorato come operation staff officer nell’intelligence. Era di servizio, una notte, quando un dispaccio arrivò, e subito dopo un altro messaggio cablo arrivò dicendo di interrompere immediatamente la trasmissione. Si trattava dell’incidente di Roswell e il messaggio che veniva da un servizio di intelligence ordinava l’interruzione della comunicazione, sino a riprenderla sulla base di nuovi ordini. Questo è quanto. Non mi aveva detto di suoi contatti, di essere stato a bordo di un’astronave, tutte le cose che sta dicendo oggi. Avrebbe potuto parlarmene allora, non credi? Eravamo nello stesso ambiente, per giorni, durante una conferenza come questa. Oggi il suo repertorio è molto vasto. La sua storia è cresciuta con il tempo. Fra i rivelatori, connessi con le agenzie o con gli apparati di intelligence, John Lear è ormai persuaso del suo scenario apocalittico, di un futuro, tremendo per l’umanità, che finirà schiacciata da una dittatura aliena, con la nostra società crollata. Non la vedo affatto così. Però è un buon amico ed un eccellente pilota. 

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