Tratto dalla rivista area 51 “UFO e Intelligence – La Zona d’Ombra”

“UFO e Intelligence – La Zona d’Ombra”

di Maurizio Baiata

Possibile che dopo tutti questi decenni qualcuno, fra i ricercatori UFO, si ostini ancora a cercare le risposte sulla loro esistenza? Perché porsi ancora tale quesito, mentre la realtà è ormai chiara: la verità sul fenomeno UFO è sempre stata, e sempre sarà (amen) celata ai nostri occhi da una sapiente trama di occultamento delle prove, ordita dai servizi segreti delle più grandi potenze mondiali. Il vero mistero, nel “mistero degli UFO”, sta invece nella “natura delle cose”, perché chi gestisce la questione sono i servizi di intelligence. Nel nostro caso, un’intelligence che, anche al telefono, parla italiano.

“Il Contatto” – Pescara, 1997

Molti si sono chiesti cosa sia accaduto alla nostra Ufologia, pochi anni fa unita nella lotta contro il cover-up sugli UFO, così brillantemente rappresentata, arrembante, esposta in prima linea, in TV come in radio, forte dei suoi prodotti editoriali, decisa ad avere un ruolo nella divulgazione della verità alle masse. Molti si chiedono come mai, dopo i “successi” della seconda metà degli anni Novanta, ci si ritrovi oggi in una desolante situazione di divisioni, contrasti, frammentazioni, mancanza di dialogo e di intenti comuni. Una desolazione che riscontriamo ovunque, dalla Russia, alla Gran Bretagna, all’Italia.

Per trovare alcune risposte che ci riguardano direttamente, dobbiamo fare un passo indietro, ma senza andare troppo lontano nel tempo. Abbiamo una data, ed un’occasione di riferimento: il convegno “UFO – Il Contatto” organizzato a Montesilvano (Pescara) nel Novembre 1997 dalla rivista Dossier Alieni con il contributo dell’organizzazione ufologica pescarese “MARE”. Vi presero parte alcuni fra i personaggi allora di maggior spicco sulla scena ufologica mondiale: l’ex colonnello Philip Corso – era fresco di stampa negli USA il suo “Il Giorno Dopo Roswell” – l’ex colonnello USAF Wendelle Stevens, il ricercatore William Hamilton III, l’ex sergente maggiore NATO Robert Dean, il contattista messicano Carlos Diaz e lo scrittore britannico Desmond Leslie. Fu la figura di Corso a catalizzare l’attenzione del grande pubblico. Ma sulla manifestazione aleggiava anche altro interesse. Nel pomeriggio del primo giorno, infatti, improvvisamente venne convocata una riunione al vertice del CUN (Centro Ufologico Nazionale). Erano presenti, per il Consiglio Direttivo: Salvatore Marcelletti, Roberto Pinotti, Corrado Malanga, Umberto Telarico, Maurizio Baiata e due personaggi esterni, da sempre collegati al CUN, il pilota Giulio Perrone e l’ingegner Alfredo Magenta. La riunione avvenne nella stanza di Perrone, il quale ricevette una telefonata, alla quale rispose a monosillabi. Riappesa la cornetta, con piglio serioso e tono grave, Perrone annunciò che la sua fonte, dall’interno di un’imprecisata struttura di servizi segreti operativa in Italia, gli aveva appena comunicato che, da quel momento, né sulle testate della Futuro Edizioni, né a livello di ricerca fra i ranghi del CUN, in alcun modo e per alcuna ragione, si sarebbe dovuto parlare di tre argomenti specifici: il disastro di Ustica, le installazioni sotterranee e i rapimenti alieni. All’istante, mentre sul viso degli altri presenti ancora non si era stampato lo sgomento, il Presidente del CUN, Roberto Pinotti saltò su esclamando “Certo! Me lo aspettavo, è un avvertimento che dobbiamo seguire”. La reazione di Malanga e Telarico fu altrettanto pronta, sul versante opposto: un no secco e deciso a qualsiasi intimidazione, il Direttivo non poteva accettare una simile imposizione… ne venne fuori la prima, diretta e lucida presa di coscienza, da parte di chi scrive, che qualcosa davvero non andava e che, se avessimo proseguito le pubblicazioni di Notiziario UFO e Dossier Alieni sulla linea editoriale impostata con la Redazione di Roma, saremmo incorsi in seri problemi.

Il che puntualmente si verificò. Me ne accorsi immediatamente, nel prosieguo dei lavori della conferenza di Montesilvano. Bill Hamilton infatti produsse, anziché in un circostanziato dossier sugli impenetrabili segreti dell’Area 51 e della base di Dulce, nonché sulla cosiddetta “connessione aerospaziale” delle multinazionali Lockheed Martin, Northrop, etc, in una fiacca esposizione, con venature filo-contattiste. Robert Dean fu coinvolgente, commovente nel suo esporsi in prima linea per, sostanzialmente, non dire granché, tranne che chi ci governa è bugiardo… Wendelle Stevens si limitò ad una carrellata impressionante di foto da tutto il mondo, Leslie e Diaz fecero da contrappeso, con le storie su Adamski, le antiche tradizionali e il Messico terra del Contatto. Corso fu un caso a parte. Se “ordini di scuderia” c’erano stati, non giunsero al suo orecchio. L’anziano colonnello, a dire il vero, usava un apparecchio acustico, che gli ho visto attivare quando non se la sentiva più di riservare le sue energie ai tanti, a volte troppi, suoi estimatori. Ma ci sentiva benissimo e, se fosse stato avvicinato da “qualcuno” lo avrebbe senz’altro lasciato parlare, per poi liquidarlo abbastanza bruscamente. Ma Corso non subì, in Italia, minacce, o non ricevette il consiglio di tenere la bocca chiusa. Corso la frittata l’aveva già fatta in America e così, sul palco di Montesilvano, come un anno dopo a San Marino, disse la sua verità. Temi che qui non è il caso di ricordare. Però ricordiamo benissimo l’avvertimento giunto a Perrone e cortesemente girato al CUN: niente Ustica, basi segrete, abductions. Tre argomenti che si inquadrano nelle operazioni di Intelligence, sembra. Lo dice anche Spielberg in “Taken”, anche se ancora non lo sanno, o non lo vogliono capire tutti.

Si corre ai ripari

Dunque, a fine ’97, iniziano le spaccature in seno al Consiglio Direttivo del CUN. Dissensi su tutti i fronti, mentre le riviste continuano la loro strada, e la linea editoriale non cambia, anzi si fa progressivamente più aggressiva ed esplicita nella denuncia del cover-up. In merito ad Ustica, valga l’esempio dell’aspro confronto riportato sulle pagine di Notiziario UFO fra Umberto Telarico e il Direttivo, che si conclude con le dimissioni del ricercatore partenopeo. Era stato proprio Telarico a condurre approfondite indagini sulla strage di Ustica e a raccoglierne i risultati in diversi dossier, anche multimediali, ovvio il suo disincanto. Ovvio anche che, dietro le quinte, altri presero le opportune decisioni. Si doveva fare di più, stroncando questo fronte ufologico apparentemente compatto, formato da decine di miglia di lettori delle riviste, dagli iscritti (il solo CUN allora ne contava oltre un migliaio) alle diverse associazioni che auspicassero una Ufologia libera, tappando la bocca alla linea del rinnovamento, soprattutto alla linea della trasparenza in seno al CUN. La strategia del “divide et impera” avrebbe avuto effetti immediati e, a lunga scadenza, avrebbe portato alla situazione attuale, dalla quale siamo partiti in questo nostro breve intervento introduttivo.

“La scienza si ostina a subire la costante pressione di alcuni gruppi, militari o politici, o di altra natura, che ci allontanano dalla possibilità di studiare questo fenomeno, uno studio di enorme importanza per il genere umano. Non dico che sia extraterrestre, ma c’è una concreta possibilità che lo sia e, se c’è una possibilità, è da stupidi non prenderla in considerazione”.

Con queste parole il professor Auguste Messeen, fisico dell’Università di Lovanio si espresse con noi in merito all’essenza del problema: il fenomeno UFO è controllato e gestito dai servizi segreti dei Paesi maggiormente coinvolti; tale azione viene svolta da almeno un cinquantennio, in base ad un sistema che opera attraverso il continuo insabbiamento delle prove e che, nel contempo, stabilisce e determina il rilascio di dati effettivi e risultati concreti di ricerca solo dopo averli sottoposti a controllo preventivo, affidandone in parte la gestione alle organizzazioni di studio, più o meno accreditate. In poche parole, un sistema mondiale di intelligence decide se, come, quando sia opportuno divulgare le informazioni inerenti il fenomeno UFO e la possibile presenza di entità aliene, al pubblico. A monte di tutto ciò una ragione: in realtà in fenomeno UFO interessa e coinvolge direttamente i servizi segreti e le forze militari di numerose nazioni, Italia inclusa, in quanto gli UFO rappresentano, se non una minaccia diretta, una questione di difesa nazionale. E tale questione viene trattata con le dovute cautele, gli accorgimenti e le procedure più efficaci per il mantenimento del segreto. Una gigantesca “zona d’ombra” delle informazioni, un complicato puzzle di interrogativi, di enigmi, di rivelazioni e fughe di notizie, di morti ammazzati e di suicidi impossibili, di connivenze e gole profonde, tutti collegati e incrociati fra loro. Come per Ustica, le basi sotterranee e i rapimenti alieni.

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